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Il coraggio dell'onestà e del servizio


Taccuino

Il coraggio dell’onestà e del servizio



Cari amici, ieri l’altro gli italiani sono andati a votare per scegliere i propri governanti. Penso che ci siate andati anche voi: nel segreto della cabina elettorale avete fatto liberamente la vostra scelta, tracciando una croce sul simbolo di un partito o di un gruppo o di un movimento, nel quale, almeno in parte, vi riconoscete. Così si fa in democrazia.

Qualcuno di voi si è anche candidato in qualche raggruppamento, indicando così la propria disponibilità a prestare il suo servizio alla comunità politica. È un impegno da lodare e apprezzare. Senza però dimenticare, se eletti, due cose. E cioè:

la prima cosa: la parola “candidato” indica che, come gli antichi candidati romani che indossavano una veste candida, così ogni candidato si impegna, nel prestare il proprio servizio, a condurre una vita trasparente e coerente;

la seconda cosa: l’impegno politico deve essere un servizio ai cittadini, non un privilegio. Proprio come dice la parola “ministro”, “ministrare”, che vuol dire “servire”.

Ecco, cari amici, la politica ha bisogno di recuperare questi valori, se vuole ritrovare dignità. Non c’è politica degna di questo nome, se non si ritrova il coraggio dell’onestà e del servizio.

So vi siete impegnati – come qualcuno di coloro che visitano questa pagina – per servire in particolare la famiglia, avete fatto una cosa meravigliosa. Se gli elettori vi hanno premiato dandovi il voto e, magari, siete risultati eletti, auguri! Ricordatevi però che ora dovete rimboccarvi le maniche e passare dalle parole, i fatti.

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