Taccuino
Nuovo (positivo) esame per la
Sindone
Oggi, sul Corriere della Sera ho letto una notizia interessante. Riguarda la Sindone. Si dice che una sostanza, trovata tra le fibre di lino e legata alla degradazione del sangue, conferma che la Sindone avvolse un uomo che era stato torturato.
La
sostanza, trovata dai ricercatori, è chiamata “biliverdina” e viene prodotta dalla degradazione dell’eme, che è un componente di proteine di
sangue e muscoli. Un esame precedente aveva indicato anche la presenza di
un’altra sostanza componente del sangue, la creatinina,
e di una proteina presente in molti tessuti, cioè la ferritina.
Questi
risultati, si legge, indicano che l’uomo avvolto nella Sindone ha affrontato
una morte crudele. Infatti “un trauma
produce la biliverdina come degradazione dell’emoglobina nel sangue, e la
creatinina con ferritina risulta dalla degradazione delle fibre muscolari”.
Tali
risultati confermano ancora una volta l’autenticità della Sindone perché,
dicono ancora i ricercatori, è molto improbabile che un artista in passato
potesse essere in grado di aggiungere tutti questi dettagli ad una sua pretesa opera
d’arte.
Sulla
Sindone sono state scritte tante cose: una storia interessantissima, che
accompagna addirittura tutta la storia del cristianesimo. Una reliquia per noi cristiani, che riconosciamo
in quelle impronte il corpo piagato dello stesso Gesù.
Ma
quando nel 1898 il fotografo Pia, a Torino, fotografò per la prima volta il
lenzuolo sindonico e vide apparire nitidamente nel negativo fotografico quel
volto e cadde in ginocchio, fu l’inizio di una nuova storia: la storia di una
ricerca anche scientifica, che interpellava quanti quel volto avevano
dimenticato o negato o magari anche rinnegato.
Quel
lenzuolo muto cominciò a parlare e a sconvolgere e a scuotere il cuore di
ciascuno. E parla ancora. Quelle piaghe Gesù ha voluto imprimerle anche nelle
membra di alcuni che l’hanno amato in maniera particolare, per esempio: San
Francesco (abbiamo ricordato le sue stimmate appena qualche giorno fa, il 17
settembre) e San Pio da Pietrelcina (che ricordiamo domani 23 settembre).
Gesù
vuole lasciare i segni del suo passaggio, oltre che nella Sindone, anche nel
cuore di ciascuno di noi.
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