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Accuse calunniose


Accuse calunniose


Cari amici, sento in cuor mio un grande dolore per il caso di Charlie Gard, il bambino inglese ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra per gravi problemi di salute, per il quale secondo i medici inglesi, il piccolo non ha speranze di sopravvivenza e tutte le terapie sarebbero inutili. E quindi la decisione di staccare la spina.

Ma, verrebbe da concludere, se è questa la situazione, e non c’è speranza di sopravvivenza, perché non lasciare che la natura faccia il suo corso, senza staccare la spina?  Cos’è questa fretta di farla finita? Eppure i genitori hanno supplicato le autorità di lasciar loro il bambino al quale non fanno mancare il loro affetto. Su loro richiesta, i medici hanno concesso loro ancora un week-end per stare con Charlie.

Come sapete, c’è stata una grande mobilitazione in Inghilterra, in Italia e nel mondo.
Nel nostro Paese - leggiamo sul Corriere della Sera - si sono levate diverse voci, a partire da quella del Papa, che ha ricordato come «difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo». Tralascio gli altri appelli.

Quello che mi addolora è leggere nelle pagine di Facebook le accuse calunniose di alcuni interventi, di persone che si dicono cristiane, che accusano preti, religiosi e soprattutto Papa Francesco di starsene in silenzio davanti a quanto sta avvenendo e lasciando intendere che basta una sua parola per far desistere le autorità inglesi dalla loro decisione.

Le accuse vengono espresse con livore e acredine, senza nessuna attenuante, soprattutto senza cognizione di causa, con la diabolica ed espressa volontà di offendere colui che Gesù ha scelto come suo Vicario, e al quale non si può certo rimproverare di restare indifferente davanti ai mali e alle povertà del mondo.

Perciò ho chiesto nel mio post di pregare per chi dice e scrive queste cose, perché Dio converta il suo cuore, rendendolo misericordioso. Aggiungo che il Papa e gli altri preti e religiosi tirati in ballo non sono tenuti a informare o dar conto, a chi scrive quelle calunnie, di ciò che fanno o dicono.

Ognuno di loro ha una sua coscienza che solo Dio conosce e che solo Lui può giudicare.



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